Secondo FAO/OMS un probiotico è «un microrganismo vivo che, somministrato in quantità adeguata, conferisce un beneficio di salute all’ospite». L’ISAPP (2014) ha ribadito che la dicitura si applica solo a ceppi identificati (es. Lactobacillus rhamnosus GG ATCC 53103) e supportati da studi clinici. Non basta quindi indicare “fermenti lattici”: occorrono ceppo, dose efficace (≥10⁹ UFC/die) e indicazione validata (diarrea da antibiotici, coliche infantili, IBS). Il ceppo deve resistere ad acido e bile, aderire all’epitelio, modulare l’immunità e non trasferire geni di resistenza. Alimenti fermentati tradizionali (yogurt, kefir, kimchi) possono contenere batteri benefici, ma si definiscono probiotici solo se rispettano questi criteri.
Bibliografia
- FAO/WHO. Guidelines for the Evaluation of Probiotics in Food, 2002. Open Knowledge FAO
- Hill C. et al. Expert consensus on the definition and scope of probiotics. Nat Rev Gastroenterol Hepatol, 2014. Nature

